NOTIZIE

 

 

04.06.2009  |  OMOGENITORIALITÀ  |  inserito da Giulia

SVIZZERA, La Regione

Omosessuali: anche noi genitori
 

Lanciata a Zurigo nell’ambito di Euro Pride 2009 la petizione ‘Uguali opportunità per tutte le famiglie’

Zurigo – Le coppie di gay e lesbiche vogliono poter adottare dei bambini. Una petizione presentata ieri a Zurigo nell’ambito della manifestazione Euro Pride 2009, chiede che le coppie omosessuali che hanno registrato la loro unione siano equiparate in questo campo alle coppie sposate. Il diritto vigente autorizza l’adozione di bambini alle coppie sposate e ai single che adempiono determinati criteri. In teoria gli omosessuali celibi possono adottare dei bambini, ma questo diritto è negato ai gay e alle lesbiche che hanno fatto registrare la loro unione. «Il divieto non serve a nulla e non protegge nessuno», hanno sottolineato i rappresentanti del comitato che ha lanciato la petizione, sostenuta dalle organizzazioni di omosessuali Pink Cross e Los. Se all’interno di una coppia registrata muore un partner, il figlio di quest’ultimo rischia di essere svantaggiato per quanto riguarda il suo mantenimento o un’eventuale eredità.

La questione concerne soprattuto le donne omosessuali. Secondo diversi studi, infatti, fra un terzo e il 50 per cento delle lesbiche hanno un bambino e il tasso si situa al 20 per cento fra i gay. «Ormai è una realtà: molti bambini hanno genitori omosessuali e non si può fare come se nulla fosse», ha dichiarato Nadja Herz, avvocato di Pink Cross. Nessuna disposizione legale tutela le sorti di queste famiglie «arcobaleno». A pagarne le conseguenze, prosegue, sono anche i bambini che in caso di un «duro colpo» non hanno la sicurezza di una persona che si occupi di loro, né il diritto di scegliere il o la partner del padre o della madre come genitore adottivo. Denominata “Uguali opportunità per tutte le famiglie”, la petizione si rivolge al Consiglio federale e alle Camere e può essere già sottoscritta. Del comitato che l’ha lanciata fanno parte rappresentanti della comunità omosessuale. L’idea è tuttavia partita da un ventenne eterosessuale, membro dei giovani socialisti di Basilea, che lo scorso dicembre ha dato il via a un gruppo di mobilitazione su Facebook. Il gruppo ha già raccolto 750 adesioni. Per Mangold, «l’obiettivo è di avviare il dibattito» e «spiegare l’argomento alla popolazione svizzera che finora non ha potuto confrontarsi con esso».

Sta intanto per volgere al termine la manifestazione Euro Pride 2009, che dal 2 maggio sta animando Zurigo – città che ha da poco eletto un sindaco omosessuale, la socialista Corine Mauch – con eventi culturali e sportivi, dibattiti e feste per commemorare le prime manifestazioni di gay , lesbiche e transessuali che quarant’anni fa a New York sono scesi in strada per rivendicare i loro diritti.

La manifestazione – che si chiude questo fine settimana con una grande parata nel centro di Zurigo – ha proposto momenti di discussione attorno a temi quali la famiglia, la difficoltà per docenti gay di dichiarare il proprio orientamento sessuale così come la sensibilizzazione nelle aule scolastiche su temi legati all’omosessualità. Si è parlato, inoltre, di agenti gay all’interno della Polizia, di omosessualità come motivo per chiedere asilo e ancora di outing sul posto di lavoro. Un tema ancora delicato, spiega a la RegioneTicino il portavoce di Euro Pride 2009 Michael Rüegg: «I dati ci dicono che nel mondo del lavoro il 50 per cento degli omosessuali non rivela il proprio orientamento» per timore di ripercussioni sulla carriera. Rüegg traccia un primo bilancio di Euro Pride 2009: «L’affluenza di interessati agli eventi che abbiamo proposto è stata discontinua: alcune manifestazioni sono state molto ben frequentate, altre meno». Un motivo di soddisfazione per gli organizzatori, prosegue Rüegg, è dato dal fatto che Euro Pride 2009 è stato seguito con interesse da numerosi media.

La manifestazione si concluderà fra venerdì e sabato con un corteo che stando alle stime attirerà decine di migliaia di persone dalla Svizzera e dall’Europa e cui parteciperà anche l’associazione ticinese Collegati. Alla due-giorni gli organizzatori invitano a partecipare anche gli eterosessuali: sarà una festa all’insegna del motto ‘I tuoi diritti sono i miei diritti’, conclude Rüegg: «Bisogna lottare affinché i diritti umani di ogni individuo siano rispettati».

* 

* none

 

 

© 2009 IMBARCO IMMEDIATO